giovedì 15 novembre 2012

Schegge #1

L'apocalisse imminente. di quando ti sei tolta le scarpe ed erano piene di sangue.

martedì 13 novembre 2012

Di notte

Non so perché, di notte, quando son nel letto, ma questo da anni eh, mi viene sempre da fare dei monologhi o dei discorsi immaginari con delle persone.
Ricordo, per esempio, che c’era un periodo in cui pensavo spesso di litigare con una mia compagna di classe del liceo, (che, a quanto pare, mi doveva stare parecchio antipatica) ma generalmente sono tutti discorsi tranquilli: a volte rassegnati, altre volte dico cose che difficilmente poi riesco a dire come le ho pensate, altre ancora sono solo dei monologhi miei su chissà cosa. Ma tutti di una fluidità, di una spontaneità.
Mi piacerebbe poterli registrare, tutti questi discorsi e monologhi che mi faccio io, la notte. 

lunedì 12 novembre 2012

Framm

Pensavo ieri notte che è un periodo che non scrivo quasi più, o che comunque scrivo molto meno rispetto a un tempo, e che molte volte inizio, ho anche un’idea, ma non finisco mai. Praticamente tutte le cose che ho iniziato in questi ultimi, diciamo, sei mesi, non le ho mai finite.
E pensavo che sarebbe bello, o almeno interessante, pubblicare un libro solo di frammenti, di cose lasciate a metà o neanche a metà, di abbozzi; e lasciare tutto così come è stato mollato, senza neanche preoccuparsi di finire di scrivere del tutto l’ultima parola, se l’ultima parola non la si è neanche finita di scrivere.

Io lo leggerei, un libro così. Non so, mi sembra che potrebbe essere, forse, l’unico libro vero, in tutto e per tutto, forse anche troppo, che si possa leggere.

mercoledì 7 novembre 2012

Eliminare

Eliminare gli omonimi sul cellulare significa realizzare che non si può essere amici per sempre. E che per troppo tempo ci si è illusi del contrario.

martedì 22 maggio 2012

up-up-up-up-dna

God damn this whole sacrifice – and this revealing, lately. Here comes the pain, oh yeah, here come the blackbirds. Flutes and Saxophones – will shut me down, 'til I’ll drown. And no, you can’t relax, you can’t even sacrifice. – something or anything. your sharp teeth. No way: your life is your life. your fist. –blue life from the things that shine inside. I’d rather be back. I’d rather go insane _ In this place there’s a wind I know – and I don’t like - breathing inside of celebrations. Everything must have happened: your hour, the honey that swells inside you. I think I’m gonna stay in this room forever and I’m fine with it – Explosions. Inside out. Inside. Something is growing- something is showing up. Lately. And All of these things MUST pass. MUST clear up. I will be right, when you’ll be right too _ Pick ‘em up. Go ahead. You can bring up all of your friends. They’re like morphine shot in my ears. Black ravens on the way home. She had A SMiLE. A smile. And no, no, no, no, you can’t imagine. I can’t imagine. Everybody dies – Enea. All of you. I’ll die in confusion, maybe. She had a way of making you feel good, I don’t remember - It’s all wrong. Shhhh. Peaceful. It’s late. I’ve been up lately.

lunedì 26 marzo 2012

In libreria

Lei: Oh, l'hai letto questo?
Lui: Sì, Bulgakov.
Lei: T'è piaciuto?
Lui: Sì, molto. L'ho perfino portato all'esame di letteratura russa all'università. Avevo letto l'introduzione e un riassunto di circa dieci pagine.

...

(poco dopo)

Lui: Oh, Ivanoe!
Lei: De Bergerac?
Lui: No, di Valterscòt.