lunedì 16 gennaio 2012

Diario dell'assenza di internet - parte 5

Continuano a cercare un certo Scarzello. Suona il telefono:

“Pronto?”
“Ehhh…”
“…”
“… è.. è la famiglia Scarzello?”
“No, ci sono ancora tutti i numeri scambiati”
“Mi scusi tanto”
“Si figuri, buongiorno”
“Buongiorno a lei. Grazie.”


Neanche il tempo di andare di nuovo in salotto, suona ancora il telefono.

“Pronto?”
“è Scarzello?”
“No, mi dispiace”
“Mi scusi”

Ho provato a chiamare il cellulare col telefono di casa, niente, come ieri, c’è sempre un altro numero. Ho richiamato il 187, che tanto lo sapevo già cosa mi avrebbero detto, però dopo un po’ uno si rompe anche i maroni. “C’è un guasto serio, complesso, ma comunque stanno già lavorandoci su, forse ci vorrà qualche giorno, ma forse no, ci stanno lavorando.” Adesso ci vuole qualche giorno. Bene.

Ho scoperto oggi un giornale, stupendo, bellissimo, mi ha messo allegria, sapere che esiste un mensile così. Si chiama Satisfiction, esce ogni mese, ed è un giornale di letteratura. Ogni numero propone degli inediti di scrittori famosi, e poi qualche recensione degli ultimi libri usciti. Questo numero, l’ottavo, che ho trovato gratis, come tutti gli altri d’altronde, nella libreria Coop di Mondovicino, ha degli scritti di: Stephen King, Dan Fante, Louis Ferdinand Céline, Paul Bowles, Henry Roth, Claro e altri. È semplice, in bianco e nero, con un po’ di refusi tipografici, carta leggera, da giornale, ogni articolo tiene al massimo due fogli, con una breve presentazione di uno dei redattori del giornale.

Solo, la cosa che m’ha fatto storcere il naso, è che alla seconda pagina ci son due righe scritte a mano da Vasco Rossi: “Spinoza diceva che chi detiene il potere ha sempre bisogno che la gente sia affetta da tristezza. Noi siamo qui per portarvi un po’ di gioia. Vasco Rossi.” Che mi chiedo cosa c’entraìi Vasco Rossi con tutto questo. E davvero conosce Spinoza, o lo conosce come adesso tanti conoscono Oscar Wilde? Che ho notato che è qualche anno che c’è un’inflazione detestabile di citazioni di Oscar Wilde, ma davvero ovunque, sui segnalibri, per strada, sui diari, su internet, ovunque ti giri c’è uno che cita Oscar Wilde; deve aver fatto molto figo, citare Oscar Wilde in posti e situazioni dove Oscar Wilde non c’entra niente, ai primi tempi. Ora, un po’ meno.

Che poi se provi a chiedere a qualcuno di questi che citano Oscar Wilde minimo una volta alla settimana, mi sa che se gli si chiede, ma te, che Oscar Wilde lo citi come fosse stato tuo nonno, cos’hai letto di Oscar Wilde, che lo citi così spesso?
Eh, ci si sentirebbe rispondere, Il ritratto di Dorian Gray.

Ecco, io, in questi casi, mi vien spontaneo mandare affanculo un po’ di gente.

E mi fa tristezza che tanti non conoscano Carmelo Bene. Così, riflessione mia. Che non c’entra niente. Come citare Oscar Wilde.


Ho riascoltato Dividing Opinions, oggi pomeriggio, facendo le pulizie. Mi piace mica poi così tanto. Non so più se scrivere quella mail a Nori, che consigliargli un disco che non mi prende tanto non mi piace, al massimo gli mando solo le foto che ci sono nel libretto, dei fatti del luglio 1960, a Reggio Emilia, quelle son bellissime.

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