mercoledì 28 dicembre 2011

Diario dell'assenza di internet - parte 2

Aspetto che venga mezzanotte, già consapevole che non succederà niente. Sono due giorni che internet non va più, allora oggi ho telefonato alla Telecom e mi hanno detto che c’era stato un problema abbastanza serio, a una piastra, che non so cosa sia, che comunque la stavano sostituendo e che per stasera entro mezzanotte sarebbe tornato tutto a posto. Sono le 23: 46. So benissimo che quando scatterà la mezzanotte non cambierà niente, e probabilmente bisognerà aspettare domattina perché ritorni la connessione, ma non c’è niente da fare, io sono qui che aspetto. Non si sa mai.

Nel mentre ascolto News from Belgium, che è un po’ che volevo farlo e mi son sempre dimenticato. Mi piace. Le canzoni sono belle, soprattutto per essere un primo disco, e le melodie rimangono in testa senza essere scontate. Mi piacciono anche i testi. E poi mi fa strano sentire la voce registrata di una persona che conosco e con la quale parlo senza problemi: siamo conoscenti ,io e Nicolas. Amici no, è troppo, ci siamo parlati troppe poche volte, diciamo che andiamo d’accordo, quello indubbiamente. Magari con gli anni si diventerà amici, magari no. Prima guardavo l’interno del cd, i ringraziamenti, e ho visto che c’è pure mia cugina. Lei è sua amica da tempo, e poi il suo ragazzo suona con lui in un gruppo che si chiama Io Monade Stanca da diversi anni. Mi ha fatto strano però, leggerlo nero su bianco sull’interno di un disco, il nome di mia cugina, ringraziata chissà per cosa, questo lo sanno solo loro due.

Sono le 23:52.

Mi piacerebbe anche scriverci una recensione. Solo che ultimamente è un periodo che tutto quello che scrivo non mi piace, tranne le cose dove scrivo che non mi riesce più di scrivere, che non mi piace più come scrivo, quelle mi piacciono, ma non è che mi piacciano, è che le considero fuori da ogni giudizio, son cose che scrivo così, uno le legge e poi non è che ci sia molto da pensare.

So give me a reason to stay

Pochi giorni fa, sono andato a sentirlo, Nicolas; faceva un concerto ad Alba, era gratis, sono andato, mi è piaciuto, solo, lui era un po’ preso male perché sentiva male la sua chitarra dal palco e quindi era un po’ scoraggiato. A un certo punto ha fatto una cover di Elliott Smith; l’ha detto al microfono, non uno che abbia detto una parola, solo io ho detto qualcosa tipo per fare capire che mi piaceva Elliott Smith, che lo conoscevo. Dopo, finito il concerto, quando stavamo parlando, Nicolas mi ha detto che era contento che almeno io conoscessi Elliott Smith, lo conoscevamo solo io e un altro ragazzo quella sera. Anche a Novello, a Collisioni, mesi fa, quando Nicolas stava suonando, e io non ero potuto andare a sentirlo perché avevo il turno al punto informazioni, per qualche motivo ero passato vicino al palco e in quel momento, anche quella volta, lui stava dicendo che avrebbe suonato un pezzo di Elliott Smith e, anche quella volta, nessuno aveva detto niente. Lui aveva detto: Non so se qualcuno di voi lo conosce, e io, passando, anche un po’ di fretta, avevo urlato, Io!, ma non mi aveva sentito. C’era troppa gente.

Sono le 23: 59.

Ecco, ho riletto quello che ho scritto, ho corretto qualche cosina ed è mezzanotte e due minuti. Vediamo se funziona internet.

Vediamo.

Impossibile contattare il server. Ma vaffanculo, che io lo sapevo, lo sapevo, ma cosa me lo dicono a fare di aspettare fino a mezzanotte che poi va di sicuro, se lo sapevamo tutti e due che non era così.

Però l’operatore mi ha detto di provare a spegnere e accendere il modem, che così il modem richiedeva delle cose che non so più cosa siano e allora tutto si rimetteva in sesto. Proviamo, ma tanto lo so già, lo so già.

Spento. Adesso aspettiamo che l’icona sul computer cambi, ecco, è cambiata, ora sui due computer uno dietro l’altro c’è la crocetta rossa. Riaccendiamo il modem, ma tanto lo so già, lo so già. Tac.

Ecco, un attimino che arrivi il segnale, che poi non è che arrivi il segnale, il segnale non c’è, vabbè, lasciamo perdere che nel mentre la crocetta è già sparita, ora voglio proprio vedere, se ho ragione io.

Vediamo.

Lo sapevo io, lo sapevo. E adesso bisogna aspettare fino a domani mattina, poi telefonare ancora, magari, e sentirsi dire che fra poco metteranno tutto a posto, che poi uno si chiede cosa telefona a fare, ma poi se non telefoni sembra che non hai fatto niente, che a aspettare che le cose si risolvano da sé ce ne vuole.
Adesso il disco è finito e non so cosa ascoltare.

Sono le 00:08 ma ormai del tempo non me ne frega più niente, ora cerco un disco da ascoltare e poi vediamo che fare.

Ma perché parlo al plurale?

Ecco, ascoltiamoci, no, mi ascolto, ecco, mi ascolto i Blonde Redhead. Fake can be just as good.

No, non è il momento per ascoltare un disco che non conosco, non ci siamo.

È mezzanotte e quaranta e ho perso quattro partite di fila a scacchi contro il computer. Una tristezza allucinante. Non ho per niente sonno e non so cosa fare, leggere ho già letto, ascoltare musica la sto ascoltando, ma poi?
Che faccio?
Mangio.

Mangio e scrivo che sto mangiando. L’inutilità più completa. E così sia.

Mi è venuto in mente Natale, non so perché, mi è venuto in mente Natale.

Già finiti i biscotti, cazzo. E adesso che faccio? Mi verrebbe quasi da telefonare a quel tizio là, che questo pomeriggio mi ha detto che entro mezzanotte sarebbe tornato tutto a posto, telefonargli a casa e dirgli: Ehi, ciao, lo sai che internet non c’è ancora e io non so che cazzo fare a quest’ora? Che ho già fatto tutto quello che mi veniva in mente e mi annoio, che io di solito a quest’ora sono su internet, e che non vado a dormire prima delle quattro, ah stavi dormendo?, mi dispiace, ma adesso parliamo, così passo un po’ il tempo, quando ho sonno poi te lo dico.

Certo che, pensavo, scrivere tutta questa cosa perché non c’è internet, è abbastanza triste. Ma tanto.

L’una e nove minuti. Andare a dormire? Naa. Mandiamo un sms all’unica persona che son sicuro che è ancora sveglia a quest’ora.

Tac, già risposto.

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